L'abruzzo, come molte altre regioni italiane, è stata terra di emigranti, gente forte e genuina, temprata dalle avversità della vita, che per sopravvivere era costretta a cercare nuovi e lontani orizzonti pur di reperire un lavoro spesso umile, duro e faticoso.
Alle emigrazioni oltre oceano dei primi decenni del novecento che spinsero intere  famiglie alla scoperta dei nuovi  continenti, americhe ed  au-

stralia in particolare, fecero seguito, subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale, flussi migratori diretti verso le regioni del nord Europa, dove forte era la richiesta di manodopera nei grandi bacini carboniferi o nei vasti comprensori industriali di Germania, Francia, Belgio e Svizzera.
Questi nostri paesani partivano con le loro valige legate con lo spago, sui lunghi treni della speranza e con un forte nodo in gola per il dispiacere di staccarsi da luoghi, cose e persone care. Il giornale che una volta al mese ricevevano da casa rappresentava, per quei tempi in cui altre forme di comunicazione erano del tutto assenti, il tenue filo che ancora li legava al loro paese ed al loro modo di pensare.

Su queste premesse nasce nel lontano 1966, e si sviluppa ininterrottamente sino ai giorni nostri, Vasto Domani, mensile d'informazione socio-culturale, erede di altri fogli vastesi, nati perlopiù sulle stesse basi sin dai primi anni del novecento: Istonio, il Vastese d'oltre oceano di Luigi Anelli, e Histonium di Espedito Ferrara.


Angelo Cianci, classe 1911, il più anziano giornalista pubblicista abruzzese, ne è stato l'ideatore-fondatore e tutt'ora ne è il direttore responsabile.

Vasto Domani, così come allora, continua a tenere vivi i legami che uniscono gli abruzzesi nel mondo alla loro terra natia e si alimenta grazie soprattutto al contributo dei suoi numerosi abbonati, residenti sia in Italia che all'estero.


Il giornale, oltre all'attualità politica, sociale ed economica, dedica ampi spazi alla storia ed in genere alla riscoperta di un certo tipo di cultura del passato fatta di tradizioni, usanze strettamente legate al territorio e che rischiano, in questa attuale società globalizzante, la scomparsa anche dalla nostra semplice memoria...